Description
L’essenziale da sapere su questa partitura
- Un’opera rara e attesa: un concerto per pianoforte assente dalle sale da concerto dalla sua creazione, la cui edizione attuale sottolinea il valore patrimoniale.
- Una scrittura fuori dagli schemi: due parti concatenate, concepite come un flusso continuo, lontano dal concerto “classico” e più vicino a una forma di improvvisazione controllata.
- Un linguaggio sonoro molto personale: influenza dichiarata del jazz, dialogo permanente tra pianoforte e orchestra, con una tavolozza di colori orchestrali particolarmente curata.
- Libertà per l’interprete: una partitura che lascia respirare la musica, invitando a un’espressione ampia e a una grande finezza di timbro.
Riassunto di questa partitura
Creato il 24 luglio 1951 al Festival di Aix-en-Provence con l’Orchestra della Société des Concerts du Conservatoire sotto la direzione di Ernest Bour, questo concerto per pianoforte è presentato come un’opera maggiore di Samson François. Venne eseguito nuovamente lo stesso anno a Parigi, con la stessa orchestra, questa volta diretta da Georges Tzipine, a cui il pianista-compositore associa uno dei suoi ricordi artistici più significativi.
Concepito in due parti concatenate, questo concerto afferma un’estetica singolare: piuttosto che un piano formale tradizionale, la musica si sviluppa come una traiettoria continua, dove pianoforte e orchestra sembrano “improvvisare” insieme, in una tensione controllata. L’influenza del jazz, rivendicata nello spirito della scrittura, irrora la ritmica, lo slancio, la respirazione e l’istinto del discorso, senza mai rinunciare a un’esigenza di costruzione.
La scrittura pianistica, strettamente fusa con i colori orchestrali, spinge lo strumento ai suoi limiti: densità sonora, contrasti, virtuosismo, ma anche ricerca di timbri e di combinazioni. Il pianoforte diventa qui un vero e proprio sfogo, uno spazio di confidenza musicale dove il compositore sembra rispondere a se stesso, esponendo stati d’animo e climi mutevoli. Questa dimensione introspettiva si accompagna a una grande libertà lasciata all’interprete, chiamato a plasmare il fraseggio, la proiezione e la drammaturgia del dialogo con l’orchestra.
Poiché questo concerto non è stato più eseguito in concerto dal 1951, e l’unica registrazione di riferimento è stata realizzata nel 1953 da Samson François con Georges Tzipine, questa pubblicazione assume un rilievo particolarmente significativo. Da notare: partitura e materiale orchestrale in noleggio.
Caratteristiche tecniche
- Compositore: Samson François
- Strumentazione: pianoforte e orchestra
- Lingua: francese






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